dnamusic.it - 18 aprile 2007

Cosa accadrebbe se l’immaginazione fosse una disfunzione della razionalità? Avremmo “Only a Paris”, primo album del duo milanese dei Gringoise a cui ho “rubato” un pezzo di canzone perché mi sembrava perfetta per descriverli e parlare della loro musica: fresca, frizzante, divertente, ma anche piena di sperimentazione e ricchissima di riferimenti musicali recenti (e non). Troverete qualcosa dei Bluvertigo e dei Baustelle (soprattutto per i testi) ma, andando più indietro, vi verranno in mente anche i Beatles delle canzoni più divertenti e infine i cantautori italiani degli anni ’60. Arriva diritta da lì la versione di “By this river”, cantata in italiano con una traduzione letterale del testo di Brian Eno. Magari starete storcendo un po’ il naso al pensiero di sentire un maestro come Eno cantato in italiano…L’ho fatto anch’io all’inizio e poi invece, ascoltandola e riascoltadola questa versione è riuscita proprio a convincermi! Un po’ come tutto il disco che al primo ascolto sta lì buono buono e lo apprezzi come simpatico sottofondo, magari dopo una giornata faticosa, ma poi piano piano ti colpisce sempre di più anche per la capacità di elaborazione di testi davvero interessanti che spaziano dall’ironico al grottesco, al malinconico. “Disfunzione” è uno dei pezzi migliori del disco in questo senso: “sono contento di aver fatto tutti questi errori, mi hanno portato fino a qua”. Mi sembrava un bel messaggio di leggerezza e di speranza rispetto alla vita. Mi ha fatto invece molto sorridere “La grande nuvola” con il suo inizio inaspettato:”Preferisco stare al sole sdraiato su di un prato a non fare niente fino a quando mi viene voglia di tornare ancora dai tuoi fiori a calpestarteli…ma sei proprio senza cuore”.Metteteci una musichetta intrigante e la conquista è fatta. Insomma un inizio pieno di buone premesse per il futuro!

gufetto.it - 4 aprile 2007

I Gringoise, terzetto milanese, si presentano con “Only à Paris” loro primo disco.
Fin dalle note iniziali di “Dandypunk”, singolo di lancio, si comprende immediatamente dove vogliono colpire questi ragazzi; accordi pop, sporcati dal sintetizzatore, testi scanzonati e semplici (a tratti anche troppo), canzoni orecchiabili e dirette.
Il filone è quello dei Bluvertigo, però meno enigmatico, con quel mix di pop-rock ed elettronica come ne “La grande nuvola” e canzoni come “Nuove soluzioni” che richiamano molto i Velvet, oppure “Je crois en Gringoise” (probabile secondo singolo), fresca e frizzante stile Le Vibrazioni.
Almeno un paio di canzoni spiccano sulle altre: “E’ solo la bellezza”, la più indie del disco, con la chitarra sporcata di effetti al computer davvero interessanti ed inusuali, e la ghost track fedele traduzione in italiano di “By This River” di Brian Eno.
Tirando le somme il disco c’è, ha un certo spessore. Le idee interessanti ci sono, anche se a volte risulta un poco ripetitivo l’eccessivo uso di accordi effettati, si percepisce una sensazione di abuso del sinth.
Parlando dei testi, si avverte un tentativo di cantautorato, alla Rino Gaetano, per intenderci, ma siamo ancora troppo lontani da ciò; piuttosto ci avviciniamo ad un sound molto pop stile boy band facilmente riconducibile ai Velvet, riservato a un pubblico molto più “young”.
Ciò non toglie che i pezzi siano orecchiabili, canticchiabili e radiofonici.
Non male come inizio, anche se progetti come questi, sempre più spesso risultano avere il “fiato corto”.

ondalternativa.it - 4 marzo 2007

I Gringoise sono un duo milanese, "un'entità", secondo la loro stessa definizione, "simile a un gatto che si aggira nel Beaubourg a Parigi nei pressi del Centre Pompidou". Un gatto certo, ancora giovane e inesperto, che nel tentativo di trovare una via di mezzo fra lo stile aristocratico di David Bowie e quello decisamente più sporco dei Clash rischia di perdersi per la strada. Un pizzico di elettronica ad arricchire gli arrangiamenti, un pò di pop, indie-rock e new-wave sono gli ingredienti principali di questo album.
"Only a Paris" è in bilico fra divertenti spunti punk funk come "Dandypunk", con riferimenti riconducibili alla scena ellettropunk, e brani post rock come "La grande nuvola", con chitarre alla Placebo. "Disfunzione" è l'esperimento meglio riuscito, sia dal punto di vista del testo, che dell'esecuzione, nella quale si fondono bene chitarre elettriche ed acustiche, calma e spensieratezza. Per quanto riguarda il resto delle canzoni, si gioca ad alternare uno spirito giocoso e grintoso dei testi alla potenza del rock'n'roll (come "Je croise en gringoise"). Ci si accinge anche nell'esecuzione (ben riuscita) della cover di "By this river" di Brian Eno, tradotta alla lettera.
Non si possono non notare però i difetti tecnici e uno spettro, quello del cantante, che a mio parere risulta decisamente fuori luogo.
Davvero un peccato non poter che individuare qua e là barlumi di un (ipotetico) talento, e doversi congedare con il solito auspicio di ritrovarli migliorati e con un po’ più di esperienza al varco del prossimo album.

radiocoop.it - 26 febbraio 2007

Intrigante esordio dei milanesi Gringoise, con un sound che oscilla sapientemente tra BluVertigo e Bugo,con un gusto wave elettronico ben stemperato da un approccio vintage.
Ci sono sprazzi di genialità come in "Dandypunk" e in "Nuove soluzioni" (tra Beatles ed echi addirittura primi 70`s) e scanzonati viaggi pop come "Je crois en gringoise"; altri momenti sono meno riusciti e più ostici ma nel complesso l`album è di buona fattura e il nome da tenere d`occhio per sviluppi futuri.

musicunderground.org - 20 febbraio 2007

I Gringoise realizzano un album veramente interessante, ricco di spunti molto sperimentali e originali. Sicuramente si possono ricondurre al filone dell'indie-rock ma con delle peculiarità particolari. Infatti c'è un uso costante dell'elettronica che strizza l'occhio all'elettropop degli anni '80. Anche le chitarre effettuano degli arrangiamenti molto insoliti in ambito indie, sembrano a volte delle chitarre elettroniche piuttosto che elettriche. Analizzando i brani si inizia con "Dandypunk" che già dal suo inizio di batteria elettronica ci riporta indietro di circa venti anni, anche il testo è abbastanza eighteen, con riferimenti cosmopoliti e riconducibili alla scena elettropunk che si sostituiva a quella più trasgressiva e ribelle del punk inglese di fine anni '70. "La grande nuvola" è un brano orientato più verso il post-rock con chitarre alla Placebo e riferimenti ai Muse. "Disfunzione" e "Una volta ancora" fondono chitarre acustiche ed elettriche unendo rabbia e tranquillità in una chiave un pò reggae-funky. "E' solo la bellezza " è una bellissima traccia energica e grintosa con arrangiamenti che richiamano il sound dei Muse. Le restanti canzoni rientrano tutte in questo tipo di descrizione, cioè scorrono molto piacevolmente all'ascolto e alternano momenti più grintosi ad altri più puliti. E' innegabile che i Gringiose abbiano cercato di comporre dei pezzi il più radiofonici possibile, con lo scopo di cercare dei passaggi radio. Infatti non c'è un abuso particolare di elettronica e neanche di chitarre distorte, anche i testi rientrano in una logica abbastanza usuale nell'ambito indie-rock-radiofonico. In sostanza buonissimo lavoro per i Gringoise che dimostrano di avere delle buone qualità tecnico-compositive ma anche espressive e comunicative.

rockit.it - 14 febbraio 2007

I Gringoise sono un trio di Milano ora divenuto duo. Amano gli anni 80 e i loro prodromi, citano "London Calling" e "Space Oddity". Fondamentalmente la loro ambizione è fondere il piglio aristocratico di David Bowie con quello stradaiolo dei Clash. Per cui, la loro canzone manifesto è "Dandypunk". Chitarre nervose e tastiere a spigoli e angoli trovano però un freno in una dominante dimensione (cant)autorale che storicamente è sempre stato il limite della new wave italiana. Pochi quelli in grado di avere una grinta paragonabile agli inglesi: Ivan Cattaneo (da cui riprendono l'amore per il beat esterofilo italiano riletto alla luce new wave), i Frigidaire Tango, il Great Complotto, diverse cose dei Bluvertigo. Così anche i Gringoise in quasi ogni canzone alternano brio grintoso e sopraffazione della parola sulla potenza rock'n'roll: esempi perfetti, la opening track e "Je Croise En Gringoise". La cosa positiva è che il disco, anche musicalmente, cresce negli ascolti. Peccato per lo spettro del cantautore (fuori ambito) che aleggia e incombe sempre. Per me è un difetto. Per molti potrebbe essere un pregio. Comunque sia, qui c'è del talento. Solo ancora acerbo. (14-02-2007)

mescalina.it - 20 novembre2006

L'elemento fondamentale che mi ha spinto ad inserire questo disco nel lettore è stata la cover di Brian Eno "By This River" che campeggia in fondo al disco e che con piacevole sorpresa si presenta nella sua bellezza originale: tradotta in italiano (alla lettera), fedele nella musica e tutto sommato riadattata con giusto stile e senza pretesa di un interpretazione fuori dai ruoli.
Facendo scorrere le nove tracce di questa autoproduzione intitolata “Only à Paris”, emerge un intero viaggio attraverso le attuali correnti di un synth-pop i cui suoni, programmati da un laptop, rappresentano l’unico binario da seguire con basso, chitarra e batteria: le esibizioni, fino ad ora svoltesi in duo, causa defezione improvvisa del batterista, lasciano arrivare volutamente all'ascoltatore questa sensazione di schiavitù dai suoni pre-registrati e dai tempi del sequencer.
I Gringoise non nascondono le proprie influenze, che per di più tendono a vestire le canzoni di semplice pop-autorale, passione innata di Emanuele Poliani (testi, chitarra, produzione): i riferimenti musicali del giovane autore sono riconducibili a Baustelle e Bluvertigo, per quanto riguarda la componente più attuale del songwriting, mentre esiste un gusto personale nella scelta e nella composizione dei suoni che sicuramente va a favore di un elettronica con la funzione di rendere la melodia e la struttara dei pezzi più accattivanti. Il brano "Disfunzione" è l'esperimento meglio riuscito in questo: la freddura dei beat contrasta con la struttura della canzone (melodia e testo) e fa scoprire la vera personalità dei Gringoise.
L'equilibrio tra punk e movimenti ritmici funky sono invece il lato divertente nella musica dei Gringoise, sia quando si cimentano in modaioli tocchi punk funk alla LCD Soundsystem come recita "Dandypunk", tra l'altro dal testo divertentissimo di un tardivo punk da terzo millenio, che in avventure poetiche come l'ottima "È Solo La Bellezza". Se a volte i pezzi lamentano una mancanza di fisicità, che tentano di rimpiazzare con abili cambiamenti ritmici ("Una Volta Ancora"), altre volte i Gringoise giocano con rumori e suoni looppati in un sogno sonoro come risulta essere quella sorta omaggio agli scozzesi Looper che è "La Grande Nuvola".
“Only à Paris” è un esordio dignitoso che non nasconde certe debolezze tecniche ma mette già in mostra i diversi potenziali della band quali creatività, giocosità e una forte capacità autorale che il duo non deve assolutamente sottovalutare per i prossimi lavori.

ilrenonsidiverte - 06 aprile 2006

Gringoise.
Questi ragazzi hanno fatto un demo proprio carino, fresco e divertente.
Un po' pop, un poì indie-rock e un po' new-wave, con quel pizzico di elettronica sgrausa a condire gli arrangiamenti.
A volte ricordano quei gruppetti fighetto-alternativi inglesi che vanno di moda adesso e che si vedono sempre passare su Yos. Però bravi.
O, nei pezzi lenti, sembrano quasi un gruppo pop italiano anni'60 in acido. E fanno anche una deliziosa cover di "By this river" di Brian Eno tradotta in italiano.
selezione Heineken Jammin Festival Contest 2006 - aprile 2006
Ecclettismo e sperimentazione come metodi creativi per la scrittura di canzoni pop. Melodie sghembe,strutture trasversali, testi surreali. Elettronica insolita, chitarre abrsive. Questi sono i Gringoise, formazione milanese che cerca di ritagliarsi una nicchia autonoma all'interno di un pop stralunato suonato con spirito "dandy punk".